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La nevralgia del Trigemino (‘Tic douloureux’)
Cos’è e come si cura oggi
Un dolore al viso, repentino, intenso come una stilettata o come una scossa elettrica e, all’inizio, del tutto inaspettato. Non vi è alcuna difesa possibile. Poi, altrettanto repentina, la liberazione dall’ incubo, un sollievo infinito. Questo è l’esordio in un breve volgere di tempo, da pochi attimi ad un minuto o poco più, della Nevralgia del Trigemino o Tic doloroso. Ma questo male oscuro è in agguato e si ripresenterà. Il paziente vive in uno stato di estenuante attesa del nuovo attacco. Scopre particolari zone ‘intoccabili’ sul volto, a livello della parete laterale del naso, alla gengiva, al labbro, alla cute della guancia, alla mucosa della narice, che, se appena stimolate, scatenano il dolore. Anche un colpo d’aria al volto, un soffio di vento sull’occhio, il radersi la barba, lavarsi il viso, persino una leggera carezza sono stimoli scatenanti la nevralgia. Sono le zone ‘grilletto’ (trigger), che ‘aprono il cancello del dolore’, consentendo che esso fluisca sino alla massima intensita’. Il dolore si localizza intorno all’occhio, più spesso alla guancia, di lato al naso e alla regione della mandibola, oppure coinvolge tutta l’emifaccia. Il P.te si isola sempre più dai contatti sociali e dal lavoro; può perder peso per rifiuto di masticare e ridursi in uno stato grave depressione psichica.
Ogni anno, su 100.000 abitanti, si verificano in media 6 nuovi casi di nevralgia trigeminale tipica, quale prima descritta, con frequenza maggiore nel sesso femminile e nel lato destro del volto.
Ma qual'è l’origine nascosta di questo ‘sintomo’?
Si tratta di una particolare situazione anatomica tra nervo trigemino nel suo decorso endocranico ed un vaso sanguigno, in genere un’arteria, ma anche una o più vene od entrambi, che giunge con esso a scontrasi fisicamente, creando una situazione di ‘Conflitto Neuro Vascolare’. Da qualche tempo sono state perfezionate tecniche microneurochirurgiche per raggiungere con sicurezza il tratto di nervo trigemino in situazione di conflitto, praticando a questo livello la Decompressione Neuro-Vascolare (DNV), cioe’ la separazione strutturale del o dei vasi in conflitto col nervo. La nuova posizione dell’arteria, allontanata dalla superficie del nervo, e’ mantenuta utilizzando l’interposizione di soffici falde di Teflon e colla biologica. Se consentito dalla situazione anatomica, il vaso (o i vasi) possono essere stabilizzati sulla superficie di dura madre (una delle tre membrane meningee) del tentorio, dopo avere ricoperto il vaso e non il nervo con falde di teflon, maglia emostatica e colla biologica . In questo caso il nervo non giunge neppure a contatto con il Teflon, possibile causa di nuova compressione (detta ‘ iatrogena’, cioè provocata) e quindi di recidive.
La via chirurgica utilizzata per la decompressione e’ quella retrosigmoidea occipitale/laterale, che consente di eseguire solo una piccola apertura ossea dietro l’orecchio. Tale apertura per l’esposizione del nervo, viene poi adeguatamente ricostituita nella sua integrita’ alla fine dell’intervento. Il decorso postoperatorio, dopo DNV, e’ caratterizzato, gia’ al momento del risveglio dalla scomparsa completa del dolore trigeminale, con mantenimento di tutte le modalita’ sensitive della faccia e della sensibilita’ dell’occhio. Non vi sono aree di anestesia dolorosa facciale, in quanto nessuna fibra del nervo e’ stata sezionata. Il rateo di successo immediato, con scomparsa totale del dolore, e’ praticamente del 100 per cento. In larghe casistiche di DNV per nevralgia del trigemino, i risultati a distanza (follow-up medio ben oltre 6 anni dall’intervento, sono costituiti da completa e stabile assenza del dolore dopo l’intervento nel 90% dei pazienti trattati, secondo certe statistiche nel 95% dei casi. L’intervento in microchirurgia sul conflitto neurovascolare, rappresenta l’approccio più moderno e risolutivo per tale sindrome dolorosa del volto, tra le più intense conosciute dal genere umano. |